“La nostra scelta di tornare con questo Quaderno sul terminal livornese Lorenzini & C. è un pò una sfida. E le sfide, come i nostri quattro lettori sanno, ci stimolano. Perchè dunque parliamo di sfida? Perchè il terminal multipurpose creato da Enio Lorenzini ed Ugo Grifoni tanti anni fa, è oggi all’inizio del 2019 una delle realtà più dinamiche non solo del porto di Livorno ma dell’intera portualità nazionale. Esageriamo?

La molto (troppo) sintetica tabella dei dati del movimento delle merci nel 2018, che riportiamo nelle prossime pagine, dice solo una parte della realtà. Che registra, come è già stato più volte sottolineato dai rapporti a livello nazionale, un incremento record sia nelle merci varie – bulk cargo e project cargo – sia dei contenitori. In percentuale siamo in testa, come aumenti, a livello nazionale: ma le percentuali a volte dicono poco se si parte da piccoli numeri, mentre per il Lorenzini & C. i numeri sono tutt’altro che piccoli. Li potete leggere più avanti.

Non ci dilungheremo, in questa nostra introduzione, nemmeno sulle strategie operative nel porto di Livorno. Come leggerete, la portualità del sistema del Tirreno settentrionale, che fa capo alla presidenza di Stefano Corsini, attraversa un momento di grande delicatezza. Nel quale non sono mancati momenti di scontro acceso non solo tra operatori e gruppi armatoriali – il che può anche far parte delle normali dinamiche della concorrenza commerciale – ma anche tra istituzioni delegate al funzionamento del porto.

I tanti tavoli di conciliazione che si sono proposti – compreso quello recente a Firenze, voluto dal presidente della Regione Toscana – hanno tentato di riportare le posizioni contrapposte a un livello di corretta dialettica. E sembra che ci siano riusciti, almeno in chiave ufficiale. L’impressione è che da Roma a Firenze fino a Livorno e alle sedi armatoriali dei due principali gruppi concorrenti sui ro/ro e ro/pax (ricordiamo che Livorno è il primo porto d’Italia in queste tipologie) si stia cercando distemperare gli scontri con un chiarimento delle regole.

È solo una nostra speranza? I prossimi tempi lo dimostreranno. Attore non certo secondario dell’operatività del porto, il terminal Lorenzini & C. è evidentemente impegnato a potenziare non solo le proprie capacità – il suo parco gru multipurpose è diventato impressionante per potenzialità e per investimenti – ma anche una strategia che guarda al futuro del grande progetto della Piattaforma Europa.

Se il piano regolatore del porto di Livorno sottolinea che la Piattaforma containers dovrà necessariamente avere un gestore unico, lo scacchiere attuale registra mosse significative proprio in previsione di questo indirizzo: nel gruppo Lorenzini & C. il colosso mondiale Mediterranean Shipping Company (MSC) è oggi al 50% dell’azionariato e non fa mistero di essere più che interessato alla Piattaforma.

Da parte sua Enio Lorenzini con i figli e con quelli di Ugo Grifoni sta confermando che una gestione di famiglia può essere altrettanto intelligente, creativa e produttiva di quella affidata ai super-manager di levatura mondiale. Enio e i suoi parlano poco, a volte forse troppo poco. Ma lavorano, e noi sappiamo come: anche lottando giorno per giorno, ora per ora, contro una burocrazia asfissiante per le aziende, contro le incertezze di un sistema Italia che non favorisce certo chiarezze del diritto, contro una realtà internazionale in continuo divenire, che mette in difficoltà interi “sistemi” nazionali.

Questo Quaderno è anche una dimostrazione di stima e di affetto. Dunque, avanti tutta Enio. Il futuro deve premiare anche chi se lo merita come te.

Antonio Fulvi